Pentium

La famiglia di processori a 32 bit presentata da Intel nellÆaprile del 1993 quale evoluzione della precedente famiglia 486. Seguendo il sistema di numerazione adottato da Intel fino a quel momento, questa famiglia avrebbe dovuto chiamarsi 586, ma lÆazienda optò per un nome differente al fine di meglio differenziarsi rispetto alla concorrenza. EÆ compatibile con lÆinsieme di istruzioni sviluppato da Intel per il 386 (capostipite della generazione di processori a 32 bit), ma usa al proprio interno una doppia unità di calcolo aritmetico sugli interi per eseguire, quando le circostanze lo consentono, due istruzioni in contemporanea. Ciascuna di queste due unità è equivalente a quella di un 486, per cui è come avere due 486 che lavorano in coppia, con un veloce sistema di comunicazione interno. Per questo motivo (doppia esecuzione nello stesso momento) viene definito un microprocessore con architettura superscalare. Incorpora 3,1 milioni di transistor, circa il triplo del suo predecessore, e integra al proprio interno 16 KByte di cache di primo livello, il doppio di quella disponibile sul 486. Questa cache è divisa in due parti (una per le istruzioni e una per i dati) e si collega al processore mediante un bus a 64 bit, anziché a 32 bit come nel 486. Il Pentium è stato prodotto nelle seguenti versioni: 60, 90, 120 e 150 MHz con bus verso la memoria a 60 MHz; 75 MHz con bus verso la memoria a 50 MHz; 66, 100, 133, 166 e 200 MHz con bus verso la memoria a 66 MHz. EÆ scomparso praticamente dal commercio nel corso del 1997, per essere rimpiazzato dalla sua versione multimediale chiamata Pentium MMX. Nella versione a 60 e 66 MHz, denominata genericamente P5, usava una tecnologia costruttiva con dimensioni da 0,8 micron (millesimi di millimetro) e unÆalimentazione da 5 volt; nella versione a 75 e 120 MHz, denominata P54C, era costruito con dimensioni di 0,6 micron e funzionava a 3,3 volt; nella versione da 133 a 200 MHz, denominata P54CS, era costruito con dimenzioni di 0,35 micron e funzionava a 3,3 volt.

Glossario dei termini dell'informatica a cura di Roberto Mazzoni
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